29 giugno 2017

Consiglio Comunale 29/06/17 - SPRAR Migranti

Commentiamo un pezzo “bollente” del Consiglio Comunale perché queste vicende sono importanti e creano disagio e timore nella popolazione. 

 

In questo caso è doverosa una spiegazione anche tecnica sul perché di certe decisioni partendo “dalla legge”: 

 

(poi quando Bighelli ci chiama direttamente in causa, una risposta è doverosa) .

  

Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) 

 

 

L’art. 32 della legge c.d. “Bossi-Fini” ha introdotto l’art. 1 sexies, alla legge n. 39/1990 prevedendo l’istituzione del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), all’interno del quale gli enti locali che prestano servizi finalizzati all’accoglienza dei richiedenti asilo e alla tutela dei rifugiati e degli stranieri destinatari di altre forme di protezione umanitaria possono accogliere nell’ambito dei servizi medesimi il richiedente asilo privo di mezzi di sussistenza, non soggetto a trattenimento.

 

Le caratteristiche principali del sistema sono:

  • il carattere pubblico delle risorse messe a disposizione e degli enti politicamente responsabili dell’accoglienza, Ministero dell’Interno ed enti locali, secondo una logica di governance multilivello;
  • la volontarietà degli enti locali nella partecipazione alla rete dei progetti di accoglienza;
  • il decentramento degli interventi di “accoglienza integrata”;
  • le sinergie avviate sul territorio con i cosiddetti “enti gestori”, soggetti del terzo settore che contribuiscono in maniera essenziale alla realizzazione degli interventi;
  • la promozione e lo sviluppo di reti locali, con il coinvolgimento di tutti gli attori e gli interlocutori privilegiati per la riuscita delle misure di accoglienza, protezione, integrazione in favore di richiedenti e titolari di protezione internazionale.

Centri di Assistenza Straordinaria (CAS)

 

Sono immaginati al fine di sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie di accoglienza o nei servizi predisposti dagli enti locali, in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti.  Ad oggi costituiscono la modalità ordinaria di accoglienza. Tali strutture sono individuate dalle prefetture, in convenzione con cooperative, associazioni e strutture alberghiere, secondo le procedure di affidamento dei contratti pubblici, sentito l’ente locale nel cui territorio la struttura è situata. La permanenza dovrebbe essere limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento del richiedente nelle strutture seconda accoglienza.

 

Tralasciamo i vari CIE, CARA, CPSA e CDA che sono strutture che non riguardano in alcun modo Sommacampagna.

 

Proviamo a spiegare le differenze:

 

CAS: Il sistema CAS era già in vigore ed utilizzato a Sommacampagna. Se leggete con attenzione vi renderete conto che l’Amministrazione Comunale è totalmente esclusa da questo sistema ed infatti, quando sono arrivati una ventina di migranti a Caselle, l’accordo fu fatto tra Prefettura, Privato e Cooperativa, il Sindaco fu avvisato a cose fatte e migranti in arrivo. In più, non c’è limite al numero di migranti assistiti, è sufficiente che un privato che ha disponibilità di spazi si proponga alla Prefettura o ad una Organizzazione del terzo settore.

 

SPRAR: secondo la legge, con l’adesione al sistema SPRAR, i richiedenti asilo ed i rifugiati non possono essere più del 3%o (tre x mille) della popolazione residente.

E’ il Comune che si fa carico dell’organizzazione in collaborazione, riceve contributi, si deve purtroppo assumere un piccolo costo.

 

I due sistemi sono incompatibili tra loro: o è uno oppure è l’altro.

 

Avevamo già 40/41 migranti con il sistema CAS, con l’adesione allo SPRAR ne arriveranno altri fino a raggiungere un totale di 45. A breve sarà il COMUNE ad averne il controllo in collaborazione con le cooperative, i migranti saranno avviati a lavori socialmente utili, allo studio della lingua, ecc. Il Comune avrà il contributo dello Stato che copre quasi interamente i costi (mancano circa € 5000)

 

La scelta: si fa un gran parlare, si alza la voce, poi però i Comuni devono amministrare il territorio a tutti i livelli. Le Amministrazioni Comunali sono sottoposte a leggi e disposizioni dello Stato, delle Regioni e delle Provincie, operare in casi come questo non è affatto semplice o comodo.

 

Ci è stata data la possibilità di scegliere (scelta scomoda, certamente) che si riassume così:

 

lasciare tutto in mano allo Stato ed ai privati senza controllo e senza possibilità di intervento, possiamo dire “lavandocene le mani, tanto sarà colpa di altri, magari qualcuno deciderà di alzare barricate”

 

oppure assumersi la responsabilità di avere in mano la patata bollente, ma potendo gestire un numero certo di persone e dare l’assistenza prevista dalla legge.

 

Scelta scomoda: sì, è inutile nascondersi che l’Italia in generale ha lavorato male e gestito peggio questa migrazione ma gli enti locali subiscono questa situazione e non hanno i mezzi per cambiarla più di tanto, possono attivarsi per calmierarla.

 

Per noi di Sommacampagna nel Cuore è più importante avere certezze e affrontare il problema “sotto la nostra responsabilità, a casa nostra, con i mezzi e le forze che abbiamo a disposizione e che devono essere sufficienti” Non sarà facile, ci vuole pazienza, costanza, tenacia e Cuore. Possiamo farcela.

 

Passiamo alle cose piacevoli: diceva Bighelli che noi di Sommacampagna nel Cuore abbiamo dovuto sottostare a ordini superiori e votare a favore dello SPRAR, le risposte le ha avute in Consiglio.

 

Bighelli ci conosce bene, SA delle nostre diverse provenienze ideali e politiche, delle diverse bandiere, NON SA che siamo nati per “lavorare” a Sommacampagna, “amministrare” Sommacampagna se i cittadini lo vogliono, avere buoni rapporti e collaborare con i Comuni vicini, “migliorare” il paese che abbiamo nel Cuore,  che è il nostro, SA che abbiamo sempre parlato con tutti con rispetto e deciso con la nostra testa e cuore. Forse in questa occasione ha deciso di NON SAPERLO. Andando avanti sapremo se c’è anche un perché.

 

Siamo perfettamente consapevoli che fa “bello”  “forte” “intelligente” alzare la voce, lanciarsi in discussioni, spiegazioni e polemiche, magari porta anche voti chissà, noi non ne siamo capaci, preferiamo lavorare creare opportunità dove possibile, conservare il buono che c’è e migliorarlo insieme.

  

Per fare questo non ci sono bandiere, non prendiamo ordini da nessuno e lo abbiamo dimostrato in occasioni piuttosto “calde” poi, quando torniamo ad essere cittadini della nazione e votiamo per Regione o Parlamento, siamo tutti belli, tranquilli e liberi di votare secondo il nostro ideale personale.

 

Bighelli fa finta di non sapere che Sommacampagna nel Cuore è un Movimento Cittadino, non abbiamo ambizioni di carriera partitica o politica, ambiamo solo a partecipare alla vita della città e a migliorare insieme ai nostri concittadini.

 

E con questo speriamo di essere anche stati utili, 

 

Sommacampagna nel Cuore